mercoledì 22 dicembre 2010

Buon Natale e Buon Anno!


Eccoci qui: il 25 dicembre è alle porte e noi sempre più occupate con i preparativi!
A tutti voi auguro un bellissimo, felice Natale ed un nuovo anno ricco di amore, pace, serenità, salute e benessere...e vi dono i miei primi biscotti pan di zenzero! Non sono perfetti, perché la glassa era un po' troppo liquida e ho avuto difficoltà nella decorazione, ma sono buonissimi e preparati con il cuore!
Un affettuoso abbraccio e....

Buone feste!!



Vi ricordo la mia raccolta, che grazie a tante stupende cuoche sta diventando bellissima,


 "Natale e dintorni, dolcezze da tutto il mondo"
 terminerà il 1 gennaio, non dimenticate di mandarmi ancora le vostre preziose ricette! Grazie!!




martedì 21 dicembre 2010

Arrosto di tacchino con ripieno di pere e pinoli


Non è Natale se non c'è... e adesso che scrivo? Se fossi al mio paesello direi che non potrei fare a meno di: innanzi tutto la cioccolata il mattino  di Natale con  i biscotti, poi minestra di cappone con i fegatini, ancora..zampone con crauti, mostarda vicentina con mascarpone, il panettone o pandoro...
Qui in Grecia ovviamente le tradizioni sono altre, e devo dire che mi piacciono altrettanto!
Allora: “Non c'è Natale senza γαλοπούλα", cioè il tacchino! Nell'attesa di preparare quello mastodontico per il 25 ne ho cucinato uno decisamente più piccolo!
La ricetta l'ho trovata in un inserto del mensile greco “ ετσιαπλα”.

Ingredienti per 6 persone:

500 gr di petto di tacchino
1 pera
50 gr di pinoli
qualche foglia di salvia
30 gr di parmigiano grattugiato
100 ml vino bianco
30 gr di burro
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Tagliare il petto di tacchino in due parti ma senza dividerlo in modo da ottenere una fetta unica. Metterla in mezzo alla carta oleata e battere con il batticarne per farla divenire ancora più fine. Quindi disporre sopra  metà del burro a pezzettini, la pera tritata grossolanamente (la ricetta non dice di sbucciarla ma vedete voi; se avete la fortuna di avere quelle del vostro albero..), i pinoli tostati, il parmigiano, la salvia tritata, un po' di sale e pepe. Avvolgetelo su se stesso e legatelo bene con lo spago da cucina.
Farlo rosolare a fiamma alta in una casseruola con il rimanete burro e qualche cucchiaio di olio, sale e pepe. Mettere l'arrosto in una pirofila, irrorare di vino bianco e cuocere in forno a 180° per circa, la ricetta originale scrive 50 minuti ma per me sono pochi e dico da 1 ora- a 1.30, girandolo di tanto in tanto. Se tende ad asciugarsi troppo aggiungere un po' d'acqua calda.

Ricetta per il contest di Claudia


E per la raccolta di Antonella




domenica 19 dicembre 2010

Dolce di Capodanno: la vasilopita


Si racconta che l'usanza di preparare la vasilopita ebbe origine nella città di Cesarea, in Cappadocia, circa 1600 anni fa, all'epoca del vescovo Basilio il Grande.
Ai quei tempi si viveva in perfetta armonia se non fosse stato per un generale tiranno della zona che pretendeva di avere tutti i tesori della città, altrimenti minacciava di occuparla e distruggerla. 
Basilio il Grande non cessò mai di pregare per evitare questa catastrofe.. Un mattino il generale circondò la città con la sua armata e chiese in consegna tutto l'oro e gli oggetti preziosi ma il vescovo gli rispose che gli abitanti non possedevano assolutamente nulla, erano poveri, allorché fu minacciato di morte. 
Il fedele popolo accorse subito in aiuto dell'amato vescovo portandosi appresso tutti i beni che avevano riposti in un fagotto che lui non esitò a consegnare al generale tiranno.
Come per miracolo, all'atto di aprire il fagotto, un fortissimo bagliore, provocato da San Mercurio assieme agli Angeli, fece sparire il tiranno e la sua armata. Il vescovo Basilio quindi, al fine di ridistribuire in maniera equa ai cittadini ciò che avevano dato, s'inventò di fare impastare i loro beni preziosi in mezzo a dei pani dolci e quindi distribuirli al popolo. La leggenda narra che ognuno ebbe indietro esattamente quello che aveva donato...

La vassilopita si prepara per il giorno di Capodanno. La torta viene tagliata dal capofamiglia e in questo ordine gerarchico: la prima fetta è di Gesù, la seconda è della casa, la terza del capofamiglia, la quarta del coniuge, poi dei figli, nipoti, sempre in ordine di età. Perciò la vasilopita viene tagliata in tante fette quanti sono i componenti della famiglia, più due.
La monetina diventerà il portafortuna di tutto l'anno per colui che la troverà nella fetta! E' ovvio che se la monetina capiterà nella fetta di Gesù o della casa tutta la famiglia sarà benedetta.
Lo sapevate che San Basilio per i bambini greci è Babbo Natale ed arriva la notte di Capodanno?


Ingredienti:
(ricetta dei cuochi di San Basilio.....perciò usare il bicchiere di Nut***a per misurare; come.... c'era anche a i quei tempi??!!). Fra parentesi le mie variazioni.

1 bicchiere di burro a temperatura ambiente
2 bicchieri di zucchero
1 bicchiere di yogurt greco
5 uova
2-3 bustine di vanillina (io, i semi di un baccello)
500 gr di farina auto lievitante
1 bicchiere di noci tritate
1 bicchiere di uvetta lavata ed asciugata
1 pizzico di sale

Sbattere il burro con le fruste finché non diventa bianco e spumoso. Aggiungere le uova, una alla volta, lo zucchero..e tutti gli altri ingredienti. Per ultimo unire le noci e l'uvetta leggermente infarinata. Mescolare bene. Imburrare ed infarinare uno stampo da dolci, meglio se con l'apertura, e versare il composto.
Lavare una moneta ed avvolgerla nell'alluminio. Quindi inserirla a caso ma verso il bordo del dolce. Infornare a 180° per 40-45 minuti (fare la prova stecchino). Una volta raffreddata disporla su un piatto e far cadere un'abbondante nevicata di zucchero a velo.
Si usa scrivere l'anno nuovo sopra il dolce, nel modo che preferite: il più semplice è usare uno stecchino da spiedini!



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