venerdì 16 dicembre 2011

La torta di rose e Buone Feste!


Le festività tanto attese dalla maggioranza di grandi e piccini stanno arrivando! Fra pochi giorni sarà Natale e poi toccherà all'anno nuovo. Tanti buoni propositi riscalderanno i nostri cuori...
Non è stato un anno facile per me, sono certa per nessuno, e temo che durerà ancora per molto.
Non voglio parlare di crisi, dei giochi di potere che manovrano, senza scrupoli né rispetto, gli esseri umani come se fossero oggetti.
Voglio  solamente pensare a tutte le cose belle che hanno attraversato la mia quotidianità nel 2011. E non sono poche.
Tra queste, l'opportunità di trascorrere le feste in famiglia e questo è uno dei più meravigliosi doni che abbia ricevuto quest'anno.
Per cui, con gioia, sto preparando le valigie!!

Ma prima vi lascio la versione della torta di rose vista da lei, una delle mie pasticcere di fiducia, un paio di settimane fa. Credevate che non provassi a rifarla col licoli?? Una vera bontà!!

Le mie variazioni in verde..siamo natalizi fino in fondo :-)
Ingredienti per la biga***
  • 200 g di farina
  • 25 g di lievito di birra
  • latte tiepido q.b. (30 g più o meno)

*** non ho fatto la biga ma usato 225 g di licoli bello arzillo rinfrescato col latte.

Per l'impasto
  • 300 g di farina ( 330 g 13% di proteine)
  • 100 g di zucchero di canna
  • 100 g di burro (80 g)
  • 2 uova
  • 100 ml di latte (25 g)***
  • 1 pizzico di sale
*** ho voluto aggiungere lo stesso del latte e quindi ho aumentato la farina ma la prossima volta lo farò con 300 g di farina e niente latte. Anche perché il licoli l'avevo rinfrescato col latte)

Per la farcia
  • uvetta e noci a piacere ( io uvetta e canditi)
  • 100 g di burro morbido
  • 80 g di zucchero di canna
  • cannella
Ho iniziato alla sera. Nella ciotola della planetaria ho inserito il licoli e l'ho sciolto col latte. Ho unito le uova un po' sbattute, lo zucchero e la farina. Ho fatto impastare finché l'impasto si è staccato dalle pareti avvolgendosi al gancio. Quindi ho aggiunto il burro morbido un po' alla volta ed ho riavviato la planetaria a velocità 2 finché l'impasto non si è incordato di nuovo. Ho messo in una ciotola di vetro, coperto con la pellicola e lasciato lievitare tutta la notte al caldo. E' aumentato a dismisura:-) perfetto!
Al mattino, ho sgonfiato l'impasto e con il matterello l'ho steso a rettangolo di circa un cm di spessore. Ho quindi spalmato l'uvetta, lavata ed asciugata mescolata con i canditi, la cannella ed il burro morbido. Ho chiuso a rotolo e tagliato pezzi da 5 cm circa. Ho messo i pezzi ottenuti in uno stampo foderato di carta da forno, distanziati di qualche centimetro. Ho coperto con un coperchio e fatto lievitare per 1 e mezza al caldo. 

Trascorso questo tempo ho spennellato con un po' di burro fuso la superficie della torta, cospargendo di zucchero semolato ed infornata a 180° per circa un'ora..la mia l'ho lasciata un po' troppo!


Auguro a tutti di trascorrere nel migliore dei modi il Natale e soprattutto d'iniziare il 2012 con fiducia, ottimismo e tanta salute!
Ci ritroviamo a gennaio, un abbraccio affettuoso!!


giovedì 15 dicembre 2011

Rifatte senza glutine: Crespelle prosciutto e funghi


"Crespelle prosciutto e funghi" dal blog: Una cucina tutta per sè per il secondo appuntamento il 15 di ogni mese di...



Una bella e importante iniziativa, pensata da Vale in collaborazione con altri blog gluten free, per rifare e condividere tante ricette senza glutine.
Come il mio solito..mi sono permessa di fare qualche piccolissima modifica e credo la soddisfazione più grande è stata quella di sentire mio marito dire "..che dici, ci convertiamo al non glutine?"

Ingredienti per le crepes:
  • 250 ml di latte (parzialmente scremato)
  • 1 noce di burro
  • 125 g di farina (come da prontuario)***
  • 2 uova
aggiunto:  
  • 1 pizzico di sale e un po' di noce moscata

Per il ripieno:
  • 500 g di champignon
  • 200 g di panna da cucina (150 g)
  • 6 fette di prosciutto cotto (come da prontuario)
  • 1 mozzarella (omessa, aggiunto 50 g di parmigiano)

aggiunto:  
  • aglio nella cottura dei funghi
  • 2 patate cotte a vapore
  • 50 g di parmigiano
  • panna
  • 1/2 uovo

*** Ho usato 30 g farina di mais finissima (come da prontuario), ho macinato il riso finissimo 70 g a cui ho aggiunto 25 g di maizena.

Sbattere leggermente le uova e aggiungerle al latte. Setacciare la farina, metterla in una terrina, fare un buco al centro e versare il latte con le uova un po' alla volta continuando a sbattere con la frusta per far sì che non si formino grumi. Lasciare riposare in frigo per almeno venti minuti.
Lavare bene i funghi, tagliarli a fettine sottili e far cuocere con un filo d'olio, l'aglio e prezzemolo finché non sono teneri. Togliere il preparato per le crepes dal frigo, aggiungere il burro fuso. Scaldare una padella antiaderente, un po' imburrata e versare il composto un mestolo scarso alla volta. Si devono ottenere 6 crepes abbastanza sottili. Cuocere la crepes da un lato e quindi girare e cuocere dall'altro.
Frullare col minipimer 3/4 dei funghi fino ad ottenere una cremina morbida quindi mescolarli con la panna ed il parmigiano.
Farcire le crepes con la cremina di funghi e una fetta di prosciutto, piegare in quattro parti e disporle in una pirofila da forno un po' imburrata.










A questo punto, siccome di solito sopra le crepes ci metto la besciamella perché le preferisco morbide e le patate abbinate ai funghi e prosciutto mi piacciono moltissimo, ho pensato di fare così. Non appena cotto le patate al vapore con la frusta le ho sbattute energicamente finché non sono diventate un soffice purè. Ho salato e aggiunto il mezzo uovo, il formaggio, un po' di sale e tanta panna quanta ne serve per fare una cremina. Questa cremina l'ho versata sopra le crepes. 
Infornare a 180° fino a cottura. Servire caldissime



martedì 13 dicembre 2011

Un soffice dolce di mele a quattro mani e qualche news


Siamo convinte che la torta di mele sia uno dei dolci più fatti e apprezzati al mondo: si possono cambiare gli ingredienti e modo di preparazione ma mantiene e ravviva sempre quel "sapore rassicurante di casa", di ricordi, di affetti...
Chi non si ricorda il dolce di mele della nonna, della mamma, della zia..o della vicina di casa? Più o meno tutti!
Questa ricetta è una di quelle, viene dal lontano Giappone, è stata data ad Anna dalla sua vicina di casa che a sua volta l'ha ricevuta da un'amica che frequenta dei corsi di pasticceria. Vuoi vedere che alla fine è la stessa torta di mele che fa anche la mia vicina di casa?
Come si suol dire: quanto è piccolo il mondo, ma anche quanti modi di fare e rifare la stessa ricetta. E' buonissima, credetemi ha una sofficità incredibile, veramente ottima. 

Ma prima di svelarvi la ricetta vi presentiamo alcune novità. Come ben sapete da circa un anno, io, Anna e tante amiche blogger apriamo mensilmente le nostre cucine per far conoscere "Quanti modi di fare e rifare" una simpatica condivisione di ricette, metodi di preparazione e altro.
Abbiamo pensato, certe di far cosa gradita, di racchiudere tutte le "versioni rifatte" in un pdf scaricabile da tutti, perché il lavoro che vi è racchiuso è degno di attenzione ed ammirazione.
Se volete sfogliarlo...




Oppure per scaricarlo cliccate QUI
Per qualsiasi problema riscontriate nel visualizzarlo o scaricarlo non esitate a contattare me o Anna

GRAZIE care amiche per la vostra preziosa collaborazione che ci auguriamo continui anche nel 2012, e che possa coinvolgere ancora tante altre cucine sparse nel mondo!

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La seconda novità è la creazione di un banner nuovo di zecca per la nostra inziativa, che vi chiediamo di scaricare e di inserire al posto di quello esistente, linkandolo alla guida. Ci piaceva l'idea di un qualcosa fatto da noi, e questo è proprio home made :-)
E la terza novità è la creazione della nuova pagina di "Quanti modi di fare e rifare" su facebook, fare click sul logo per accedervi.

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Tornando al dolce di mele. Io ed Anna abbiamo pensato di farlo a 4 mani optando per la versione muffin, ed è stata un'idea vincente.

Ingredienti come da ricetta originale (la nostra "versione rifatta" dimezzata in rosso per circa 6 muffin)
  • 180 g di margarina senza sale (85 g di burro salato)
  • 160 g di zucchero semolato (80 g di zucchero, il solito che usiamo noi aromatizzato con la stecca di vaniglia)
  • 3 uova (2 uova)
  • un poco di essenza di vaniglia (nulla perché abbiamo usato lo zucchero vanigliato)
  • 2 cucchiai di rum (1 cucchiaio)
  • 200 g di farina debole (100 g farina 00)
  • 2 cucchiaini di lievito per dolci ( 1 cucchiaino)
  • 3/4 o 1 mela (3/4)
  • succo di limone q.b. (succo di mezzo limone)
Lasciare a temperatura ambiente la margarina o il burro, aggiungere lo zucchero e sbattere a lungo finché non diventa gonfio e spumoso. Ma prima tagliare metà della mela a pezzettini piccoli ed il rimanente a fettine più grandi per decorare (per queste ultime abbiamo preferito mantenere la buccia per fare risaltare la mela sulla superficie dei muffin) spruzzandovi sopra limone in ambedue i casi. Aggiungere le uova sempre mescolando ed il resto degli ingredienti (la farina setacciata con il lievito ed i pezzettini di mela). Travasare l'impasto nella forma da dolce coperta da carta forno oppure nelle formine da muffin, decorare con fettine di mela, spolverare un poco di zucchero semolato ed infornare a 230°C per 8 minuti (noi 4-5 minuti) poi abbassare a 200°C e cuocere per altri 45-50 minuti (noi 25-30 minuti). Per evitare che la superficie del dolce diventi troppo colorata, a metà cottura coprire con alluminio oppure inserire un vassoio in metallo tra il dolce e la parte alta del forno. E per finire, una bella spolverata di zucchero a velo.


E con questa delizia vogliamo augurare a tutti/e

Buone Feste
sperando che con l'anno nuovo inizi un nuovo grande periodo senza crisi economica e lavorativa, ma con tanta di pace, serenità, ecc. per tutti i popoli del mondo.

Ci ritroveremo insieme l'8 gennaio (solo per gennaio 2012 la data di pubblicazione sarà l'8 e non il solito 6, questo per non far accavallare la data di pubblicazione con una festività molto sentita da tutti qual è l'Epifania) tutte nella cucina di Tiziana del blog Cucinando e Assaggiando per preparare i suoi favolosi "Cantucci"


domenica 11 dicembre 2011

Sette come le note del pentagramma... my 7 links project


Con piacere sono stata coinvolta in questo simpatico giochino dalla cara Federica. Non amo per nulla le catene e di solito fuggo di corsa ma mi sembrava divertente anche se è stato molto, molto difficile scegliere! In cambio è stato bello riprendere alcune ricette con cui abbiamo un feeling particolare..E' come aprire l'album delle foto e riguardarle con  affetto.
Ho scelto di abbinare il gioco alle note musicali, perché? Primo per il motivo che sono 7, poi con esse si possono comporre un'infinità di melodie....
Anche gli ingredienti che compongono una ricetta sono bene o male gli stessi ma ognuna di noi con la propria fantasia può creare moltissime variazioni!


Il post più bello:

Tutti... ma ho scelto questo perché racchiude nel mio cuore la magia di tanti ricordi. E la speranza di rivedere quei luoghi.



Il post più popolare

I più popolari sono legati sicuramente alle raccolte, quella di Natale e l'altra della feta. Ma uno dei post più cliccati, oltre a quelle, è questo dei koulouria ripieni. Una rivelazione anche per me soprattutto preparati col licoli. Da provare con centinaia di ripieni!

Il post più controverso:


La controversia per prima cosa l'ho avuta con me stessa perché in un mondo asettico come in quello che viviamo presentare uno yogurt fatto in casa con un termometro naturale, cioè intingere il dito per misurare la temperatura, mi ha portato ad avere dei tentennamenti. Poi però ho creduto giusto che una ricetta tradizionale greca venisse proposta per com'è.


Il post il cui successo mi ha sorpreso



Il mio semplice pranzo è andato a finire in una rivista online, una di quelle che ammiro di più per foto e per presentazione.
Ho fatto i salti di gioia:-)

Il post più utile


Beh qui ero indecisa tra questo e lo yogurt essiccato...vi ricordate quello che è volato per il Giappone? Poi ho pensato che questo fosse più utile a tante persone.
Per me certamente lo è stato perché posso gustarmi ogni volta che voglio ottimo pane tradizionale e fantastiche pizze. Per i lievitati dolci preferisco usare il licoli, che sopporta meglio i grassi aggiunti.


Il post che non ha avuto l'attenzione che si meritava




Non è che ho ha avuto successo ma lo ripropongo perché è una preparazione tradizionale greca fantastica che merita di essere assaggiata almeno una volta!

Il post di cui vado più fiera:



Sicuramente questo! Ho faticato giorni per "costruire"  mentalmente questi panini ed anche se non ha ricevuto nessun premio per me è stato bellissimo sia prepararlo che gustarlo! Ne vado proprio fiera..

Do..Re...Mi..Fa..Sol..La...Si..e le 7 note a te darò..


Lenia e Manousina del blog "Τι θα φάμε σήμερα;
Irene del blog "grEAT"
Fr@ del blog " Sciroppo di mirtilli e piccoli equilibri"
Meg del blog "La fleur kitchen"
Debora del blog "Chez Denci"
Simona del blog "L'albero della carambola"
Stefania del blog "Nuvole di farina"





giovedì 8 dicembre 2011

Un pandoro speciale!


Mi direte: "Ma sembra un panettone!" Purtroppo qui non se ne scovano stampi adatti, o almeno io non ne ho mai visto uno!
Ma per ritrovare un sapore non conta la forma; il gusto, la morbidezza...sono alcune delle qualità che decretano un vero pandoro! E se desiderate ammirare un bellissimo panettone dovete andare da Anna!  Questa ricetta del pandoro è la sua versione col licoli dalla ricetta originale delle Simili.
Non c'è nulla da dire: il licoli è un vero prodigio!


Per iniziare la preparazione serve un licoli rinfrescato almeno 5 volte al 100 % di idratazione, cioè esempio 50 licoli-50 farina di forza-50 acqua. Quel che rimane dei rinfreschi ho fatto pane e fette biscottate.


Mi piace ricordare che il mio licoli è "figlio" di un prozimi che ho ottenuto più di tre anni fa. In questo periodo ho dovuto rifarlo e ho riscritto le spiegazioni correlate da foto che insegnano i vari passaggi.

Iniziamo? Ricetta di Anna con qualche variazione nel procedimento e negli ingredienti :-) Dose per un pandoro da 750 g

Lievitino ore 23:30:
  • 15 g di licoli rinfrescato 5 volte
  • 30 g di acqua tiepida
  • 15 g di farina di forza (manitoba)
  • 1/2 cucchiaino di zucchero

Sciogliamo il licoli aiutandoci con una frusta nell'acqua tiepida, aggiungiamo lo zucchero, la farina e mescoliamo con un cucchiaio. Copriamo la terrina con la pellicola, avvolgiamola con una copertina di lana e lasciamo lievitare tutta la notte al caldo.

Mattino giorno seguente ore 7:00- Primo impasto
  • 100 g di farina di forza (manitoba)
  • tutto il lievitino 
  • 10 g di licoli avanzato dalla sera precedente e tenuto coperto a temperatura ambiente
  • 13 g di zucchero
  • 15 g di burro, tenuto a temperatura ambiente dalla sera precedente
  • 1 cucchiaio di acqua
  • 1 uovo

Facciamo sciogliere nella ciotola della planetaria il licoli con l'acqua, aggiungiamo il lievitino, l'uovo e la farina. Avviamo l'impastatrice a bassa velocità con il gancio a foglia. Uniamo il burro morbido un po' alla volta e facciamo amalgamare bene. Cambiamo il gancio e mettiamo quello per impastare e a velocità 2 attendiamo che s'incordi avvolgendosi sul gancio. A questo punto mettiamo in una ciotola leggermente imburrata, copriamo e facciamo lievitare al caldo fino al raddoppio (circa 6 ore).

 
 









Ore 13:00 circa- Secondo impasto
  • 130 g di farina di forza (manitoba)
  • tutto il primo impasto
  • 50 g di zucchero
  • 1 uovo
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 stecca di vaniglia (i semini)

Per sfogliare:
  • 50 g di burro morbido a temperatura ambiente***
*** e qui ho fatto un errore...Cioè ho inserito il burro nell'impasto per cui ho pesato altri 40 g di burro per sfogliare.


Rimettiamo nella ciotola della planetaria il primo impasto, uniamo l'uovo, lo zucchero, la farina, il sale, i semi di vaniglia e facciamo mescolare col gancio a sfoglia. Dopo qualche minuto cambiamo gancio e facciamo incordare. A questo punto ho fatto l'errore..ho aggiunto il burro! Dopo un attimo di quasi panico, ho impastato di nuovo fino ad incordatura. 
Quindi rimettiamo il tutto nella ciotola leggermente imburrata, copriamo come sempre con la pellicola, avvolgiamo nella copertina e lasciamo livitare al caldo fino al raddoppio.

Ore 20:00 circa
  • Riponiamo la ciotola con l'impasto in frigo per un'ora
Ore 21:00 circa
  • Il mio impasto risultava abbastanza duro, probabilmente a causa della diversità di farina da me usata. Comunque a questo punto ho steso con le mani infarinate sopra al tavolo infarinato una sfoglia a rettangolo. Ho spalmato di burro e ho piegato in 3 l'impasto. Rimettiamo in frigo avvolto in carta da forno.


Ore 21:30 circa
  • Togliamo di nuovo dal frigo e con il matterello  pochissima farina rifacciamo una sfoglia. Pieghiamo in 3 e rimettiamo in frigo
Ore 22:00 circa
  • Stesso procedimento di mezz'ora prima. In frigo di nuovo

Ore 23:00 circa

Togliamo dal frigo e mettiamo l'impasto in uno stampo imburrato. Accendiamo il forno in modo da creare una temperatura all'interno di circa 30°, spegniamo e lasciamo lievitate dentro il pandoro per tua  la notte senza coprirlo.
Al mattino alle 8:00...

...il pandoro era  talmente lievitato che ho acceso il forno a 170° e non appena ha raggiunto la temperatura l'ho infornato per 15 minuti quindi ho abbassato a 160° e ho continuato la cottura per altri 10-15-20 minuti, dipende dal forno che abbiamo.
Sformiamo e lasciamo raffreddare. Cospargiamo di zucchero a velo e...



BUONA FESTA DELL'IMMACOLATA A TUTTI!!




mercoledì 7 dicembre 2011

Frittelline con farina di riso e cocco


Ieri mattina sono uscita a fare la spesa. Ho visto il cocco e mi sono ricordata del contest di Ka'. L'ho acquistato subito ma ritornata a casa mi sono accorta che il tempo per partecipare era già scaduto il 5 dicembre!!
Cara Ka', grazie della comprensione, eccoti la ricetta in ritardo e prometto che mi comprerò un  paio di occhiali nuovi :-D


Per una ventina di frittelline:
  • 100 g di latte
  • 20 g di burro
  • 20 g di zucchero aromatizzato alla vaniglia
  • 50 g  farina di riso
  • 30 g  farina di cocco
  • 20 g di amido di mais
  • meno di mezzo cucchiaino di lievito
  • 1 uovo
  • un pizzico di sale
  • a piacere cannella in polvere

Fare bollire il latte e sciogliervi dentro lo zucchero, il sale ed il burro. Amalgamare assieme la farina di cocco, di riso, l'amido di mais ed il lievito.
Non appena il latte inizia a bollire, togliere dal fuoco e versare tutta in volta la farina. Rimettere sul fuoco e mescolare con un cucchiaio di legno finché l'impasto non prende consistenza e non diventa una palla.
Quindi lasciarlo in una terrina fino a che non diventa tiepido. Dopo di questo aggiungere l'uovo sbattuto amalgamando bene. Friggere a piccoli cucchiaini nell'olio bollente profondo.
Cospargere di farina di cocco e a piacere con cannella in polvere



martedì 6 dicembre 2011

Quanti modi di fare e rifare: Stollen o Christollen


Dicembre, il 25 si avvicina! Ovunque si respira aria di festa, anche se la crisi ci impone più attenzione e rigore nello spendere, l'importante è mantenere la magia del Natale nei nostri cuori e nella tradizione..
Anna ed io oggi vi accompagniamo con la nostra amata e simpatica cucina aperta "Quanti modi di fare e rifare.."


...nella cucina di Nonna Sole per preparare un classico della pasticceria tedesca: lo Stollen o Christollen, un dolce tipico della Germania. Delle  origini si hanno traccia sin dal XIV secolo e a tutt'oggi esistono molte varianti secondo la zona di preparazione. Dopo la cottura viene mangiato dopo 2-3 settimane.
Ci siamo divertite moltissimo e ringraziamo Solema per questa squisita leccornia che ci ha insegnato a preparare!
Ho dimezzato le dosi per farne uno soltanto..Meglio così perché ne ho mangiato un quarto appena raffreddato; troppo buono!! Altro che aspettare due settimane...Tra parentesi le mie variazioni.


Ingredienti x 3 Stollen:( dose per 1)
  • 750 g di farina forte ( 250 g di farina 13% di proteine)
  • 200 g di zucchero ( 65 g di zucchero)
  • 1 bustina di lievito secco liofilizzato o 25 gr di lievito di birra (8 g di lievito di birra)
  • 280 di latte tiepido ( da 60 a 90 g circa)
  • 250 di burro morbido (80 g)
  • 1cucchiaino di cannella (mezzo cucchiaino)
  • 1 cucchiaino di cardamomo (omesso, aggiunto un pizzico chiodi di garofano in polvere)
  • 160 g uvetta ( 60 g)
  • 100 g di mandorle con la buccia (40 g)
  • 40 g di canditi misti (40 g)
  • 40 g di zenzero candito ( omesso)
  • 80 g di albicocche secche morbide (omesse, aggiunto 40 g di papaia candita)
  • Rum q.b 
  • 2 uova (1 uovo)
  • Sale 5 g (meno di 2 g)

Per spennellare
  • 30 g circa di burro (10 g circa)
  • Zucchero semolato q.b
  • Zucchero a velo q.b
Ho iniziato nel pomeriggio.
Iniziamo col preparare un lievitino con 8 g di lievito che scioglieremo in 25 g di latte. Aggiungiamo mezzo uovo sbattuto e 45 g di farina. Mescoliamo con la frusta poi copriamo con la pellicola e lasciamo lievitare al caldo fino al raddoppio.
Dopodiché inseriamo nella ciotola dell'impastatrice la farina setacciata assieme alla cannella e alle altre spezie e lo zucchero.
Al centro versiamo il lievitino ed avviamo la planetaria a bassa velocità, l'impasto risulterà molto duro, aiutiamoci anche con le mani per amalgamare un po'. Quindi uniamo il mezzo uovo, sempre sbattuto un po' con la forchetta, e pian  piano il latte iniziando con pochissimo, l'impasto deve rimanere sul duro. Alziamo la velocità ed aggiungiamo un po' alla volta il burro morbido. Lasciamo impastare finché l'impasto non si avvolgerà sul gancio e non sarà incordato. A questo punto formiamo una palla e lasciamo lievitare al caldo, coperta con la pellicola fino al raddoppio. A me sono volute 3-4 ore ma potrebbero aumentare e di molto.
A questo punto sgonfiamo l'impasto ed aggiungiamo le mandorle intere, l'uvetta precedentemente lasciata in ammollo nel liquore che avete scelto, strizzata bene e asciugata, i canditi...Amalgamare bene con le mani  quindi mettete l'impasto sulla spianatoia infarinata  e con le mani arrotolatelo fino ad avere un cilindro. Col matterello spianatene la metà. Vicino al pezzo rimasto intero collocatevi il marzapane e coprite con la metà spianata col matterello fino a coprire la pasta di mandorle.
Solema ha fotografato tutti i passaggi. Mettere lo Stollen nella teglia ricoperta di carta da forno, con l'apertura verso l'alto (io ho messo il dolce sopra la placca da forno ed ho ricoperto con un'altra teglia). Lasciare lievitare fino al raddoppio. Io l'ho lasciato in cucina tutta la notte ma la temperatura non superava i 20°.
Infornare a forno caldo per 15 minuti a 170° quindi abbassare a 160° e cuocere per circa altri 40 minuti. Se scurisce troppo coprire con carta da forno. Una volta sfornato spennellare con il burro fuso e spolverare con zucchero semolato prima e zucchero a velo dopo. Dopo che è raffreddato avvolgetelo in carta di alluminio e lasciatelo riposare per 15 giorni il minimo..se vi riesce, è troppo buono io come vi avevo anticipano non ce l'ho fatta a non assaggiarlo subito!
Per fare il marzapane vi rimando da Solema, io l'ho comprato perché qui non si trova la farina di mandorle.

Le care amiche che hanno "rifatto" con noi  lo Stollen questo mese sono:
versione di Vale
versione di Anna
versione di Libera e Solema
versione di Stefania

versione di Stella
versione di Fr@
versione di VichyArt
versione di Elena
versione di Antonella
versione di Dauly
versione di Apelaboriosa

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Con questa delizia che mi fa venire in mente la neve, il freddo in montagna, la cioccolata calda per inzuppare i biscotti al mattino del 25, la gioia dei bambini mentre scartano i regali di Babbo Natale........."Quanti modi di fare e rifare"  augura buone feste a tutti! Ci ritroveremo qui eccezionalmente l'8 di gennaio (poi a febbraio riprenderemo con il giorno 6) con quale ricetta?
I cantucci del blog "Cucinando ed assaggiando" di Tiziana:
Per scoprire come partecipare alla nostra iniziativa mensile e ammirare tutte le ricette rifatte cliccate qui. Vi aspettiamo!



mercoledì 30 novembre 2011

Dolcetti con farina di farro ripieni


Questi dolcetti dell'isola di Salamina, dal nome quasi impronunciabile.. κουγκουλούαρι ( si pronuncia kuguluari)  li ho scoperti dal mio chef preferito, poi per "strada" ho cambiato vari ingredienti ma sono sempre ottimi!
L'ultima versione con la farina di farro, mi è piaciuta moltissimo  per l'abbinamento con la zucca! La ricetta originale la potrete trovare qui.

Ingredienti per una ventina di dolcetti:
per l'impasto:
  • 250 g di farina (125 bianca-125 farro)
  • 50 g di olio extravergine di oliva
  • 1 cucchiaino di aceto
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1/2 cucchiaino di Baking Powder (lievito in polvere)
  • acqua tiepida q.b.

per il ripieno:
  • 250 g di zucca tritata e strizzata dal succo*
  • 80 g  di uvetta
  • 100- 120 g di zucchero nero di canna
  • 1/2 cucchiaino di cannella
  • 60 g di riso cotto in acqua
  • un po' di maizena per tirare la pasta
  • zucchero a velo e cannella per guarnire.

* Della serie il cibo non si butta..con il succo della zucca ho impastato qualche koulouria con l'uvetta :-) peccato che sono finiti prima di poterli fotografare!

Setacciare assieme le farine e il lievito. Mettere in una terrina, fare un buco al centro ed inserire l'olio, l'aceto, il sale e tanta acqua tiepida quanto basta per ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Impastare bene, fare una palla e lasciare riposare coperto. Nel frattempo preparare il ripieno.
In una terrina mettere la zucca, aggiungere lo zucchero, la cannella, l'uvetta ben lavata, il riso e mescolare bene. Lasciar marinare gli ingredienti.
Dopo un'ora o più, dividete l'impasto in 20 pezzi, spolverizzate appena il tavolo da lavoro con la maizena e con il matterello tirare a sfoglie rotonde sottili. Al centro collocate il ripieno e chiudere a raviolo o in qualunque modo vogliate. Disporre sopra la placca del forno ricoperta di carta da forno e cuocere a 180° per 20-30 minuti, comunque finché non sono dorati.

Partecipo alla raccolta di Lia






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